Alessandra Vitali, la magia di trasformare materiali industriali in gioielli

Quella di Alessandra Vitali è una storia fatta di coraggio e voglia di mettersi in gioco, che le ha permesso di trasformare un
hobby in un vero e proprio lavoro. Alessandra faceva il grafico pubblicitario dilettandosi nel tempo libero a creare e costruire
gioielli per se stessa ispirandosi allo stile americano. Poi, come spesso accade nell’era dei social, è bastato pubblicare qualche
foto su Facebook per attirare l’attenzione di magazine, negozi e fiere.
Il carattere distintivo delle creazioni di Alessandra è sicuramente il materiale utilizzato. «Inizialmente creavo gioielli prettamente
con la carta – ci spiega. Poi ho cominciato ad appassionarmi al materiale industriale: dalla gomma, al neoprene, dai flessibili dei
rubinetti fino ai dadi da termoidraulica. Mi piace cambiare destinazione d’uso agli oggetti. Ogni volta che vedo un materiale
insolito per un gioiello mi chiedo subito: cosa può diventare?».
Differenziarsi in maniera giocosa, senza mai prendersi troppo sul serio. È questo il mantra di Alessandra mentre crea i suoi
gioielli: «A me piace osare con materiali e forme strane, creare “la cosa differente”, anche se mi rendo conto di rivolgermi a una
nicchia di mercato molto ridotta».


Ogni creazione richiede vari giorni di progettazione e lavoro. Alessandra è una perfezionista che vuole coniugare al design
anche la portabilità: «spesso vediamo gioielli che sono assolutamente scomodi. Io, prima di ritenere finita una mia creazione, la
indosso per giorni per testarla. Ogni pezzo è unico e può cambiare anche 10 volte in corso d’opera».
Ora sta lavorando a una serie di collane ricavate da alcuni lampadari vintage di Murano che verranno esposti a Londra. Ma il
pezzo che ricorda con più affetto è quello presentato al contest “Fuchsia inspiration” lanciato nel 2016 da Jewelry Virtual Fair, il
social network dedicato ai professionisti della gioielleria: «ci ho messo una quindicina di giorni a crearlo. Tutto è partito da alcuni
porta-confetti che avevo a casa. Come accade sempre mi sono chiesta: cosa possono diventare? E così li ho colorati, ci ho
inserito all’interno un cristallo ed è nata una collana con 280 petali di tulle».