Focus on Russia – Sempre più made in Italy. Ottima la performance dei gioielli tricolori

A sorpresa, quello russo è uno dei mercati che trainano la ripartenza. L’export italiano cresce del 22,2% nel 2017. Target di livello medio, clientela soprattutto femminile

I gioielli made in Italy piacciono ai russi. Nel periodo gennaio-agosto 2017 (dati Dogane Russe), il Bel Paese si è infatti posizionato al terzo posto (dopo Cina e Thailandia) nelle esportazioni di articoli in argento, oro, platino, placcati di metalli preziosi, gioielli con perle, pietre preziose e semi-preziose, bigiotteria, aumentando le esportazioni verso la Russia del 22,2% rispetto ai primi otto mesi del 2016: 27,8 milioni di euro e il 15,38% del mercato contro 22,7 milioni di euro e il 17,5% (dati ICE Mosca).

Export dei gioielli tricolore in aumento

Ottima la performance dei gioielli tricolori, comunque, anche nell’anno 2016 quando, nonostante una dinamica negativa nell’esportazione verso la Russia (-27,07% rispetto a 2015), l’Italia aveva aumentato le esportazioni del 9,72% rispetto al 2015. Negli ultimi anni, la maggiore spesa pro capite per gli articoli di gioielleria è stata registrata nel Distretto Federale Centrale della Russia, distanziando di poco il distretto dell’Estremo Oriente di Vladivostok, mentre il Distretto Federale Nordoccidentale di San Pietroburgo si è aggiudicato il terzo posto.

Identikit del cliente russo

In generale, il compratore russo è orientato sulla gioielleria di livello medio e, da due anni a questa parte, la tendenza continua a rafforzarsi. Lo scontrino medio in un salone di gioielleria non supera 18-20 mila rubli (circa 300-350 euro). Dopo il periodo della crisi negli ultimi anni, si vende più gioielleria in argento che in oro. L’assortimento degli articoli di gioielleria sono orientati per l’80% verso un pubblico femminile. Secondo la Alto Consulting Group, il 15-20% degli articoli di gioielleria venduti appartengono a un target di lusso.

Scelta libera

Meno fedeli a un determinato brand, i russi scelgono il gioiello non come investimento, ma come accessorio quotidiano

In Russia gli acquirenti non hanno ancora sviluppato il concetto di fedeltà verso un marchio di produzione: il 90% degli acquirenti compra articoli orafi da produttori diversi e solo il 10% mostra fedeltà verso un determinato brand.

Inoltre, il consumatore russo non guarda più agli oggetti d’oro come a una forma di investimento. L’utilizzo quotidiano di anelli, orecchini, braccialetti e collane, soprattutto nella capitale e nelle grandi città, è ormai visto come una forma di accessorio alla propria immagine.

by Antonella Lanfrit