Il primo gioiello Co-Vid: sublimare le emozioni offrendosi al mondo come simbolo di rinascita

“Durante il lockdown cercavo un’immagine che potesse fermare il tempo, un piccolo oggetto d’arte capace di sublimare le emozioni di quei giorni e offrirsi al mondo come simbolo di rinascita.” È così che l’artista Barbara Abaterusso, traduce il suo heritage culturale nella progettazione di opere che lasciano trasparire un’anima antica, uno stile inconfondibile e senza tempo dal design innovativo.

L’artista, che da sempre ha portato l’artigianato femminile nel design e nella scultura di avanguardia, approfondisce il tema estendendolo anche al mondo del gioiello: da qui hanno preso vita le particolari collezioni, che saranno prossimamente in mostra: “Catenelle”, “Bottoni”, “Merletti”, “Ricami in cui il filo diventa protagonista ed interprete di emozioni e tradizioni da indossare ed in linea con questa personale ricerca, durante il periodo del lockdown, l’artista ha pensato ad un gioiello che riproducesse la struttura del Covid, coinvolgendo le sapienti mani del mastro orafo Paolo Mangano.

La sua forma, una immagine che nella memoria collettiva è ormai ben nitida e autentica, si realizza proprio attraverso il filo che ne determina il corpo principale di questa attualissima creazione: un ciondolo in argento nero tempestato di rubini e zaffiri gialli, che vedrà delle successive versioni su richiesta anche in bronzo, oro, platino, brillanti.

Elaborate tecniche di lavorazione, affinate dopo anni di ricerca e sperimentazione, una sartoriale quanto maniacale cura del dettaglio e l’uso di materiali preziosi, consentono oggi la produzione limitata di opere esclusive firmate da questa indiscussa eccellenza artistica del Made in Italy.

Barbara Abaterusso