Leonardo Da Vinci, genio (anche) della gioielleria

Il grande uomo d’ingegno, scomparso 500 anni fa, fu anche designer di oggetti preziosi e perito alla corte di Ludovico il Moro a Milano, dove fondò una prestigiosa accademia

Leonardo Da Vinci è il simbolo della creatività Made in Italy. Nell’anno del cinquecentenario della sua morte fa piacere ricordare che oltre a pittore, scultore, architetto, ingegnere, musicista e medico e chissà cos’altro, il genio del Rinascimento si interessò anche di gioielli.

Molti schizzi e appunti testimoniano l’interesse di Leonardo nell’arte orafa, fin da quando ancora giovane giunse a Milano, alla corte di Ludovico il Moro. Nello sfarzoso e stimolante ambiente meneghino, il poliedrico genio iniziò a progettare pendenti, diademi, bracciali, cammei e perfino accessori come le borsette per dama. Inoltre, fabbricò attrezzi per orefici e macchine per tagliare e lucidare le gemme, per coniare le monete della Zecca e lavorare l’avorio e i metalli.

Tra i tanti appunti di quel periodo, molti riguardano i gioielli, a cominciare dai famosi “nodi vinciani”: trame intrecciate che vennero poi riprodotte in tessuti, ricami – come l’orlo del vestito della Monna Lisa – e, per l’appunto, gioielli, trasformando oggetti di uso quotidiano, dalle else delle spade, a fibbie e cinture, in piccole vere opere d’arte. Ebbe inoltre fama di “perito” di gemme, e spesso veniva convocato alla corte del Moro come consulente nell’acquisto di costosi preziosi.

Leonardo si dedicò anche alla ricerca, nel tentativo di creare pietre artificiali. Riuscì a realizzare perle sintetiche. La “ricetta segreta” è custodita nel celebre Codice Atlantico, la più ampia raccolta di carte vinciane: occorre sciogliere piccole perle in succo di limone, essiccarle e miscelarle con albume d’uovo, ricavando una pasta da modellare in perle più grandi (e finte).

Le testimonianze dell’epoca ricordano anche che Leonardo gestì un’accademia: “un fecondo seminario di perfettissimi artefici… nell’intagliar christalli, gioie, avori, ferro, e nell’arti fusorie d’oro, argento, bronzo”, riporta Giovanni Ambrogio Mazenta. La scuola di Leonardo e il suo incredibile lascito nell’arte della gioielleria vennero così tramandate e riprodotte, influenzando la moda delle corti italiane ed europee.

I disegni di Leonardo all’Accademia di Venezia

Il museo custodisce 25 schizzi del Maestro fiorentino, incluso il celebre Uomo Virtuviano

 

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia custodiscono venticinque fogli autografi del genio di Vinci. Disegni provenienti dalla collezione di Giuseppe Bossi, che offrono un excursus di estremo interesse sulla produzione di Leonardo e ne documentano, lungo tutto l’arco della sua attività, le ricerche scientifiche. Studi di proporzione del corpo umano, di botanica, di ottica, di fisica, di meccanica, di armi, e le fasi preparatorie per alcuni dipinti come gli studi per la Sant’Anna con la Vergine e il Bambino, la celebre Battaglia di Anghiari.

Tra tutti eccelle l’Uomo Vitruviano, simbolo di perfezione classica del corpo e della mente, di un microcosmo a misura umana che è il riflesso del cosmo intero. il museo di Venezia ha presentato quest’anno la collezione nell’ambito della mostra “Leonardo da Vinci. L’uomo modello del mondo”. Un percorso di grande suggestione, con oltre settanta opere complessive delle quali ben trentacinque autografe di Leonardo.

I disegni e le stampe della collezione non sono esposti in modo permanente, ma vengono conservati in un ambiente protetto dalla luce e con un costante controllo dei valori microclimatici. Per sapere quando torneranno visibili al pubblico e scoprire le esposizioni e le opere della più importante collezione di pittura veneta al mondo, è disponibile il sito Gallerieaccademia.it.