Sogand Nobahar, quando la supertecnologia incontra la tradizione

Cosmopolita e proiettato al futuro: sono queste le caratteristiche dello stile che Sogand Nobahar usa per le sue creazioni. Il suo percorso inizia in Iran quando inizia a studiare design industriale. Ma la sete di conoscenza è troppo grande per fermarsi ai confini nazionali. Così Sogand decide di trasferirsi in Italia, dove continua i suoi studi di design e affronta con successo un master in Ingegneria del gioiello. Successivamente decide di spostarsi a Valenza e si sente pronta a iniziare quella che definisce «la prima cosa mia». 

È il 2017 e Sogand prende parte al concorso “Gioielli contro la violenza sulle donne” con un bracciale chiamato “Rinascita del loto”, vincendo il primo premio. «Per me è stata un’emozione unica anche perché è un tema a me molto caro. Provengo da una cultura diversa e mi rendo conto che il primo passo per venirne fuori dev’essere fatto proprio dalle donne stesse».

Tutte le creazioni di Sogand hanno una storia unica da raccontare. La sua particolarità è quella di utilizzare materiale super-tecnologico come la polvere di nylon realizzata tramite il processo innovativo chiamato sinterizzazione laser. «Ci tengo a sottolineare che i miei sono pezzi di design più che gioielli. Mi rendo conto che in questo mondo la tradizione è molto forte e tante volte mi sono sentita dire “il concetto è bellissimo ma avresti più successo realizzandolo in acciaio o argento”. Forse è vero ma ho deciso che non potevo assolutamente scendere a compromessi per quanto riguarda il materiale». 

Sogand mette un po’ della sua vita personale in ogni creazione. La linea “My city”, per esempio, si ispira a quelle persone che vivono fuori dal loro Paese d’origine. In altre sue creazioni, mescola materiale tecnologico a materiale della sua tradizione e cultura. «Qualche tempo fa sono tornata in Iran per imparare a tessere un tappeto persiano 100% seta. Così ho creato collane e spille».